Archivio mensile:Marzo 2011

Strategie di controllo della lebbra delle olive Colletotrichum gloeosporioides, C. acutatum

REGIONE PUGLIA
Area Politiche per lo Sviluppo Rurale

Strategie di controllo della “lebbra delle olive” Colletotrichum gloeosporioides, C. acutatum

L’approccio del controllo di una avversità parassitaria deve valutare tutti i fattori che ne determinano l’insorgenza, la diffusione e la gravità.

E’ necessario, pertanto, analizzare:

il sistema colturale oggetto della avversità;
le condizioni climatiche in cui si deve operare;
le operazioni colturali che si praticano e che possono influenzare lo sviluppo del parassita;
la biologia e la epidemiologia del parassita;
le sostanze attive in commercio e registrate per la coltura e l’avversità;
la convenienza economica nell’attivare le misure di controllo.

Le esperienze maturate nei diversi anni da esperti e tecnici che operano nel settore olivicolo consentono di stabilire allo stato attuale delle strategie di difesa integrata che consentono di contenere le infezioni della “lebbra delle olive” a valori percentuali di diffusione e di gravità tali da non destare preoccupazioni eccessive tra gli olivicoltori.
Le strategie di difesa integrata prevedono l’utilizzazione di tutti i i metodi che possano impedire, contenere e controllare il parassita; di seguito, pertanto, vengono riportate le misure fitoiatriche da adottare per il controllo e contenimento delle specie di Colletotrichum al momento riconosciute come agenti causali della lebbra.
Maggiore areazione della chioma: i parassiti fungini come Colletotrichum gloeosporioides e Colletotrichum acutatum hanno necessità di vivere in ambienti con un grado di umidità elevato. La pioggia rappresenta l’elemento scatenate delle infezioni, ma la presenza di microclimi umidi, nell’ambito della chioma della pianta, consente ulteriormente lo sviluppo del fungo. Per tale motivo una adeguata areazione della chioma mediante una corretta potatura almeno biennale, determina una minore persistenza della umidità sia sulle foglie che sulle drupe.

Interventi preventivi per ridurre l’inoculo presente nell’oliveto nei periodi di:

post allegagione (giugno)
accrescimento drupe (luglio)
pre invaiatura (settembre-ottobre).

Controllo chimico di altri parassiti dell’olivo che possono favorire la penetrazione del fungo nelle drupe, come la “mosca delle olive” che con le sue punture di ovideposizione determina ferite sull’epidermide delle drupe, consentendo la penetrazione di spore del fungo con conseguente sviluppo della malattie.

Sono, inoltre, in corso, ulteriori prove sperimentali per consentire la registrazione di altri prodotti fitosanitari ritenuti efficaci nei confronti di C. gloeosporioides e C. acutatum al fine di rendere disponibile un maggior numero di formulati commerciali con caratteristiche tecniche di maggiore penetrazione nella drupa e di minor dilavamento dalle piogge a cui, invece, sono soggetti i composti rameici.

CONTROLLO CHIMICO

Il controllo della malattia con prodotti chimici deve essere effettuato solo con sostanze attive registrate sulla coltura e sulla avversità; nel caso dell’olivo le esperienze sono rivolte nei confronti dei prodotti fitosanitari a base di rame con le sue diverse formulazioni commerciali.
Diverse sperimentazioni sono state effettuate dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia e da Istituti Universitari della Facoltà di Agraria di Bari e di Foggia per definire il comportamento epidemiologico delle specie di Colletotrichum agenti della “Lebbra delle olive” e la strategie di controllo da adottare per il contenimento delle infezioni.
Allo stato attuale possono essere adottate strategie di controllo chimico con prodotti a base di rame, che necessariamente devono essere combinate, per ottenere una maggiore efficacia, con quanto riportato nella parte relativa alle misure agronomiche.
Distruzione del materiale infetto: l’elevata diffusione della malattia nelle aree olivicole costituisce fonte di continuo inoculo del fungo che va limitata con azioni di asportazione delle parti attaccate e distruzione delle stesse possibilmente con bruciatura nello stesso sito. Pertanto vanno incentivate le operazioni di asportazione dei rami infetti e quelle di raccolta e accantonamento delle olive infette e mummificate sia presenti sulla pianta che sul terreno, con immediata bruciatura.
Migliorare i sistemi di raccolta: l’incidenza della malattia cresce con l’avanzare della maturazione; costituisce, pertanto, buona norma effettuare la raccolta limitata ad una solo periodo anche utilizzando mezzi meccanici e in molti casi va optata la scelta di anticipare la raccolta in modo da sfuggire ai successivi cicli di infezione. La raccolta completa delle drupe o la eliminazione delle stesse dalla pianta riduce la presenza dell’inoculo del fungo. La raccolta prolungata da terra costituisce una pratica non idonea a contrastare la diffusione della malattia.

fonte: regionepuglia.it

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Lebbra delle Ulive

Parquet olivo

La scelta del pavimento in legno giusto per le proprie esigenze è molto complicata: il numero sempre maggiore di essenze rende molto vasta la gamma presente sul mercato.

Negli ultimi anni il pavimento realizzato con listelli di legno d’olivo (Olea europaea) ha assunto un ruolo rilevante nel mondo delle costruzioni, perché si tratta di un prodotto che soddisfa le esigenze estetiche, presenta una scarsa conducibilità termica, mantiene caldi d’inverso e freschi d’estate (buon isolamento termico), attutisce bene i rumori dovuti al calpestio (buon isolamento acustico), presenta buona durezza, offre una buona resistenza all’usura.
Il termine ”parquet in olivo” definisce una qualsiasi pavimentazione che abbia uno spessore minimo dello strato superiore in vero legno di olivo di almeno 2,5 millimetri.

Il taglio nel parquet in olivo non risulta molto agevole, l’inchiodatura deve essere preceduta da fori nel legno per evitare scheggiature, la levigatura risulta molto disagevole, ma ottimi sono i risultati di finitura.

L’albero dell’olivo non ha mai fusti grandi e dritti, quindi si ottengono solo piccoli pezzi irregolari. Passando da un ambiente ad un altro, tipo dal salone alla camera da letto, non è consigliabile cambiare la tecnica di posa o il tipo di essenza, e così la casa risulterà tutta in legno d’olivo, donando un effetto ancor più calorso ed accogliente. Di colore giallo bruno con striature di varia intensità di colori (l’alburno è giallognolo o bruno chiaro, il durame bruno cupo), renderà confortevole qualsiasi ambiente. Essendo alta la tendenza ad ossidarsi, tende ad uniformarsi verso un giallognolo cupo o rosa.
Le tavole in legno per il parquet in olivo, sono di vario tipo: olivo A-As con fibra mista molto varia, olivo zebrato con fibra con venature bianche, olivo bianco con fibra prevalentemente bianca, olivo C con fibra mista e nodi presenti su tutte le tavolette.

La tessitura finissima rende il parquet in olivo davvero elegante, piacevole alla vista e al tatto, dai bellissimi colori, venature e profumi.
Legno molto duro, l’olivo come parquet è l’ideale per i locali umidi, come il bagno e la cucina perchè oltre all’umidità sopporta bene anche gli sbalzi termici.

Il parquet pavimento massello in legno d’olivo è composto interamente in legno massiccio. E’ il parquet in legno d’olivo tradizionale per eccellenza.

Ne è garantita la durata nel tempo, con la possibilità di essere levigato più volte in caso di urti, rigature,ecc e possiede un isolamento termico considerevole. Ovviamente comporta una certa attenzione nella manutenzione, rendendolo quindi poco adatto ad ambienti con grande intensità di passaggio oppure in presenza di bambini ed animali.