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L’olio di oliva ad Andria

La produzione di olio in Puglia è sicuramente la più grande in Italia, sia per quanto riguarda la qualità che la bontà.

D’altronde l’olivo e la sua coltivazione discendono da almeno 2000 anni si storia, il che significa che generazioni e generazioni di agricoltori e contadini hanno dato il meglio di se nella coltivazione di questa pianta così pregiata, e duemila anni di tradizione non sono certo pochi per affinare tecniche e conoscenza. E’ in questo senso anche molto importante notare come la raccolta avvenga oggi come duemila anni fa, a mano, garantendo una qualità tale da superare di grqn lunga tutte le innovazioni tecniche che nel corso dei secoli l’uomo ha tentato di sperimentare. Dunque fatica, attenzioni e cura come solo la mano dell’uomo sa dare.

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l’ulivo ed il suo tronco contorto

L’olio di oliva pugliese ha delle qualità tali, dal punto di vista organolettico e nutritivo da farne uno tra gli oli più ricercati e desiderati non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.

Andria rappresenta nella regione Puglia uno dei centri dove la coltivazione dell’ulivo raggiunge dei livelli di produzione e di qualità eccelsi. Situata ai margini della Murgia, la regione carsica che distingue il territorio a nord della Puglia, a 10 chilometri circa dal mare, Andria si è dedicata per secoli alla coltivazione dell’ulivo ed alla produzione di olio, ne fanno fede le cifre, 20.000 ettari di uliveto per circa 3 milioni di piante, che producono circa 800 mila quintali di olive all’anno ed in cui sono impiegate al lavoro più di 5000 persone. Per rendere chiaro cosa significano queste cifre basti pensare che nei circa 40 frantoi di Andria e dintorni si riesce a produrre la stessa quantità di olio di quello che viene prodotto nello stesso arco di tempo nell’intera regione Toscana.

Un record sia di produzione ma soprattutto di bontà. Non solo il prodotto in se è prezioso ma anche l’area in cui viene coltivato, l’Alta Murgia, un suggestivo panorama fatto di distese di uliveti e vigneti che si distendono a perdita d’occhio, solcati dalle antiche vie di comunicazione dei pastori, i tratturi e da stretti sentieri costeggiati dalla profumatissima presenza di una bella varietà di piante selvatiche. Una bella gita da non perdere, se siete in vacanza in Puglia.

L’olio di oliva in Puglia

L’ulivo è una pianta le cui origini risalgono alla notte dei tempi, alcuni esemplari di foglie fossili rinvenuti risalgono addirittura a 6000 anni fa, quando tracce del suo uso sono certificate in Palestina e Siria.

Da sempre una delle risorse dell’agricoltura mediterranea l’olivo, ed il suo prodotto principale, l’olio è stato al centro di intensi commerci e scambi tra i popoli, nonchè, in alcune regioni, una delle principali, e talvolta l’unica, tra le risorse economiche.

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L’olivo, bello e generoso…

La pianta dell’olivo ha saputo ben adattarsi al territorio dell’area mediterranea, e, nel corso di almeno tre millenni ha profondamente inciso sul paesaggio e sulla natura dei luoghi dove mano a mano iniziava la sua coltivazione.

Introdotto intorno al 1000 Avanti Cristo in Italia dai greci, gli etruschi sono stati i primi a dedicarsi alla sua coltivazione ed alla produzione dell’olio. Pian piano tale coltura si è diffusa su tutto il territorio italiano, dalla Liguria alla Toscana, giù fino alla Puglia, la Calabria, la Sicilia.

Sul territorio carsico che caratterizza la Puglia l’ulivo ha trovato una delle sue collocazioni ideali. Terra aspra e dura, difficile da coltivare, ma in cui le radici di questa tenace pianta sanno inserirsi con forza, terra raggiunta dalle brezze del mare poco lontano, che trasporta con se il profumo ed il salmastro delle acque limpide dell’Adriatico meridionale e dello Ionio. Una miscela di terra, sole e mare che, insieme alla millenaria sapienza di antichi e moderni agricoltori e contadini permettono al frutto dell’ulivo di diventare, una volta lavorato uno dei più squisiti prodotti che la terra di Puglia sa offrire.

L’olio pugliese già famoso e conosciuto nell’antichità, per il cui controllo dei traffici e delle coltivazioni si sono addirittura combattute aspre e sanguinose guerre è uno dei più prelibati prodotti della regione, e la sua fama ha di gran lunga valicato la stretta area della regione ed oggi è esportato praticamente in tutto il mondo. Grande aziende produttrici e piccole realtà locali di produzione fanno a gara nella ricerca e nella produzione, utilizzando moderne tecniche di spremitura oppure ripristinando antichissime usanze, con il risultato che la qualità dell’olio pugliese continua a migliorare e ad estasiare i palati dei buongustai di tutto il mondo.

L’olio di oliva è alla base della famosa “dieta mediterranea”, che è universalmente riconosciuta come una delle diete più sane e nutrienti che si conoscano.

L’olio toscano

Conosciuta ed apprezzata pianta l’ulivo è stato coltivato ed amato dall’uomo già 6000 anni fa. A quel lontano tempo infatti risalgono le prime notizie dell’utilizzo dell’ulivo in Asia Minore.

Introdotta in tutta l’area mediterranea la coltivazione di tale pianta è stata per secoli al centro delle attività dei contadini, che già avevano imparato ad estrarne il prezioso olio. Dapprincipio l’olio di oliva aveva essenzialmente un utilizzo legato alla cura del corpo, come prezioso unguento usato per ammorbidire e levigare la pelle e per lisciare e curare i capelli. Solo in seguito verrà utilizzato anche nell’alimentazione.

In Italia l’ulivo giunge grazie ai greci, e da subito la pianta trova modo di svilupparsi in territorio italiano, adattandosi sia agli aridi promontori carsici della Puglia che alle aspre montagne calabresi, così come trova una sua collocazione nel delicato susseguirsi di dolci colline che caratterizzano il territorio toscano. Saranno gli etruschi ad incentivarne la produzione, ed in seguito i romani ad esportarlo praticamente in tutti i luoghi in cui si insediavano contribuendo in tal modo a diffonderne la coltivazione e l’uso.

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Le piccole e verdissime foglie dell’olivo

Durante l’epoca delle invasioni barbariche la coltivazione dell’olivo viene abbandonata in parte a favore della quercia, più adatta per la produzione di mangime per i maiali, che si riuscivano ad allevare anche nel chiuso delle mura in cui si asserragliava la popolazione, e la coltivazione dell’ulivo sarà perpetrata solo nei conventi, dove i monaci usavano l’olio non solo per il cibo ma anche per i rituali religiosi. Appena le popolazioni ritrovano un po’ di stabilità sociale e politica, al termine delle scorrerie dei barbari, ecco che la coltivazione dell’ulivo e la produzione di olio riprende vigore e si diffonde nuovamente.

La Toscana è una delle regioni italiane in cui si produce olio di ottima qualità, sebbene non nelle quantità che vengono prodotte in Puglia o in Calabria. L’olio toscano è amato ed apprezzato per le sue doti di leggerezza, ha un colore che varia dal verde intenso al giallo oro e tende a schiarirsi con il passare del tempo, ed il gusto è marcatamente fruttato, rilasciando profumi di carciofo e mandorla, in alcune zone, come a Grosseto e nella Lunigiana è caratterizzato da una forte sensazione di dolce ed è poco piccante, mentre nell’area di Arezzo il suo gusto si fa più marcato e piccante e presenta un retrogusto leggermente amaro, caratteristica questa che si attenua con il tempo. Senesi e fiorentini da secoli hanno investito nella produzione dell’olio nella zona del Chianti. Tale olio, al pari del vino che si produce nella stessa area è di ottima qualità, leggermente piccante e presenta anch’esso una sfumatura amara nel retrogusto.

Che l’ulivo in Toscana sia una pianta ampiamente coltivata e che abbia influito sul paesaggio toscano è d’altronde evidente dalla sua presenza come elemento decorativo nell’arte pittorica sia gotica che rinascimentale, sia nel suo aspetto ornamentale che nelle rappresentazioni di vita contadina.

L’olio del Salento

L’olio del Salento deve la sua fortuna, la sua prelibatezza e la sua bontà alla particolare miscela di elementi che caratterizzano il territorio salentino.

Posta tra i due mari dell’Adriatico ad est e dello Ionio ad ovest il Salento è caratterizzato da un territorio particolarmente aspro, secco, in cui la roccia carsica apre improvvisi squarci nel terreno, con altipiani in cui campi coltivati, vigneti ed uliveti affiorano tra le rocce, frutto del secolare e paziente lavoro di generazioni di contadini.

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Un colore splendido, un gusto prelibato

La presenza del mare poco lontano che la pianta dell’ulivo ama ne favorisce la crescita e ne arricchisce ulteriormente il gusto.

Gli olivi coltivati in Salento sono per la maggior parte della specie Cellina di Nardò ed Ogliarola, la prima caratterizzata da piante rustiche e di crescita lenta, e dai frutti dai quali solo a completa maturazione si può estrarre l’olio. La Cellina è una varietà di pianta d’olivo di alta resa, e di media produttività, caratterizzata dai frutti dalla forma ellittica e leggermente irregolare nella sua simmetria.

L’Ogliarola, la seconda varietà da cui si estrae l’olio nel Salento, è invece di crescita rapida e della stessa robustezza della Cellina, produce abbondanti frutti dalla forma perfettamente ellittica e simmetrica che producono un olio universalmente riconosciuto per la sua bontà, e la resa in percentuale è molto elevata.

L’olio del Salento ha conquistato la Denominazione di Origine Protetta per l’alta qualità del prodotto, con il nome di Olio delle Terre d’Otranto. Le olive vengono ancora oggi raccolte a mano, evitando alla pianta i traumi e gli scossoni della raccolta che si effettua tramite percussione dei rami, ed immediatamente macinato e lavorato negli impianti di produzione, moderne aziende industriali o antichi frantoi dalla tecnica tradizionale, per ottenere il miglior olio possibile, uno degli alimenti base della nostra cucina e della sana e nutriente dieta mediterranea.

L’olio salentino è rigorosamente extravergine, e la sua percentuale di acidità non supera mai l’1 %, il che lo rende un alimento ideale per accompagnare le nostre pietanze, le nostre minestre e le nostre insalate. Vista la sua forza ed il suo gusto ne bastano appena qualche goccia, un filo d’olio aggiunto crudo poco prima di servire in tavola per dare ai nostri piatti quel tocco in più.

Taranto: il lato turistico e storico della città dall’olio DOP

Taranto non è solamente una delle città dalla maggiore e più prestigiosa produzione d’olio d’oliva extravergine.

Di livello internazionale, infatti, non è solamente l’olio “Olio extravergine d’oliva Terre Tarentine DOP”, ma è anche il turismo della cittadina, la sua storia, ed il suo mare.
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Quasi 200.000 abitanti per la cittadina pugliese, che è una delle più popolate del meridione.
Sorge all’interno del Golfo di Taranto sul Mar Ionio, ed è estesa su due mari: il Mar Grande ed il Mar Piccolo.

Innanzitutto, importante è il porto tarantino, sede di attività sia industriale che commerciale.
Presente anche un arsenale della Marina Militare Italiana; la cittadina è attivissima anche nel settore industriale, grazie ai suoi diversi stabilimenti.
Da segnalare è ad esempio, il più grande centro siderurgico Europeo.

A giocare un grande ruolo nella cittadina è però il clima assolutamente mediterraneo, addirittura con punte tropicali in alcuni giorni dell’anno.
Estati caldissime, con  punte di 40° gradi, ma temperature mai troppo basse, che non scendono quasi mai sotto i 6 gradi per tutta la durata dell’anno.

Gli inverni miti, e le altre stagioni dalle calde temperature, favoriscono l’agricoltura e la vigorosa flora e fauna.
Le ottime temperature, infatti, sono uno degli elementi che permettono la coltivazione durante tutto il corso dell’anno degli olivi.

Il clima mediterraneo, in combinazione con il mare tarantino, favorisce il turismo, in particolare quello marittimo, con turisti che giungono da tutto il mondo per prendere il sole sulle tante spiagge della “litoranea” tarantina, o nuotare nelle limpide acque del mare tarantino.

Il mare è presente anche in città.
Il lungomare, presente nel centro cittadino, è uno dei più estesi d’Europa; nella città vecchia, invece, il mare è a pochi centimetri dalle case, e rende la pesca una delle attività principali di Taranto.
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Attivissima anche  nella produzione manifatturiera, gioca un ruolo fondamentale nel turismo e in generale nella fama della cittadina pugliese, la sua storia.

Fondata nel 706 a.C., ha una storia a dir poco vasta, e i resti sono visibili a iosa ancora oggi.

Centinaia di testimonianze storiche visibili, in particolare dobbiamo sottolineare la presenza del Museo archeologico nazionale di Taranto, uno dei più importanti di tutta Italia ed Europa per i gioielli, gli oggetti, risalenti all’antichità; e al castello aragonese tarantino, uno dei castelli più importanti della nazione.

L’olio di oliva a Lecce

Lecce, la magnifica capitale del barocco, famosa per le piazze scenografiche sulle quali si affacciano, come fondali di un teatro le bellissime facciate di palazzi e chiese seicentesche è anche una delle capitali della produzione di olio pugliese.

Situata nel cuore delle Terre d’Otranto, l’antica circoscrizione del Regno di Napoli, che comprendeva le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, è poi diventata, dopo l’unità d’Italia, Provincia di Lecce.

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Olive, olio e mare, la bellezza della Puglia

E la Denominazione di Origine Protetta è stata data all’olio Terre d’Otranto, l’olio leccese e delle zone circostanti, un etichetta meritata per la qualità e la bontà di questo olio, ricavato dalla coltivazione dell’olivo in vaste aree del territorio, un’attività che vanta secoli di storia, da quando greci e romani, i promi colonizzatori dell’area ne hanno introdotto l’uso e la produzione nell’aspro terreno carsico che contraddistingue le terre del Salento.

Un olio di media fluidità, generalmente tendente più al verde che al giallo, dal sapore decisamente fruttato, in cui non stonano, ma anzi ne esaltano la bontà, un certo sentore amaro e talvolta un leggero pizzicore piccante.

La raccolta delle olive, nel leccese avviene dall’ottobre inoltrato e non si prolunga oltre la fine di gennaio. Le sue eccelse qualità sono anche il risultato dell’amore con cui vengono raccolti i frutti, rigorosamente a mano o con semplici strumenti atti a pettinare i rami per farne cadere i frutti. Sarebbe impossibile e dannoso d’altronde utilizzare altre tecniche come la bacchiatura che consiste nel percuotere i rami con lunghe pertiche per farne cadere i frutti sulle reti poste alla base dell’albero. Gli alberi d’olivo leccesi e delle Terre d’Otranto sono alberi secolari, che hanno saputo sopportare il passaggio del tempo, le variazioni climatiche, siccità e caldo torrido, resistendo a tutte le intemperie per donare all’uomo il loro prezioso prodotto. Resistenti e robusti, e proprio perciò da trattare con il dovuto rispetto e riguardo, come appunto è garantito dalle delicate tecniche di raccolta manuale. L’olio leccese non supera l’1% di acidità, ed i frutti sono lavorati freschissimi, grazie all’abbondanza di aziende e frantoi che si occupano di trasformare le olive nel magnifico olio, sia con le moderne tecniche di lavorazione, gli impianti a ciclo continuo, sia con le più antiche e tradizionali tecniche della macina di pietra e del torchio.

Se siete in vacanza nel Salento non mancate di visitare il frantoio di qualche piccolo produttore locale, ne saranno premiati i vostri sensi ed il vostro palato, e potrete prenotare qualche litro d’olio da farvi spedire a casa, così da portare con voi un’indimenticabile ricordo di questa bellissima terra.

Taranto: una delle “capitali” nella produzione d’olio

Taranto è una delle località pugliese maggiormente attiva nella produzione di olio d’oliva.

taranto-swing-bridgePraticamente sempre presente nei piatti tipici offerti dalla cucina tarantina, spesso in abbinamento con i frutti di mare; l’olio di oliva extravergine tarantino ha raggiunto col passare degli anni una raffinatezza, una unicità ed un importanza tale ottenere il marchio di qualità DOP/IGP, ovvero la Denominazione d’Origine Protetta, che certificano ed attestano la qualità e la purezza dell’olio pugliese tarantino.

Il suo nome preciso è Olio extravergine d’oliva Terre Tarentine DOP, e viene prodotto principalmente nella parte occidentale della Provincia di Taranto.

L’olio extravergine d’oliva tarantino, si ottiene dalla combinazione di varie specie e varietà di ulivo, precisamente Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio (ovviamente tutte provenienti dagli oliveti tarantini), ciascuna di essere presenti in percentuale diversa.
Le 4 varietà, tuttavia, insieme, non sono presenti MAI per una quantità inferiore all’80%.
Solo il 20% dell’olio tarantino, infatti, è composto da altre varietà minori di ulivo.

Il processo di raccolta delle olive che poi andranno a creare l’olio è piuttosto complesso ed articolato.
Le olive tarantine, infatti, cominciano ad essere raccolte dagli oliveti tra i mesi di Ottobre e Gennaio, e per essere distaccate dall’albero, vengono utilizzate delle procedure particolari e delicati che hanno il fine di non alterare la qualità delle olive.
Anche il trasporto delle olive, una volta raccolte, è importante.
Le olive innanzitutto, devono essere trasportate lo stesso giorno per mantenerne la loro freschezza.
Inoltre, vengono utilizzati dei particolari contenitori, che mantengono l’integrità e la freschezza delle olive.

In seguito si passa alla molitura, ovvero il processo che permette l’estrazione dell’olio,  che avviene entro 72 ore a partire da quando le olive tarantine vengono raccolte, mantenendo cosi anche durante questa fase la freschezza delle olive.

1432485922-022605c176Dal colore Giallo-verde, e una fluidità media, il suo sapore è molto fruttato, grazie alla freschezza che viene garantita durante il processo, come abbiamo detto in precedenza; ed il suo gusto è leggermente piccante.

Prodotto sin dal X Secolo a.C. dai Messapi; viene prodotto non solo a Taranto ma anche nelle sue province: Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Mottola, Massafra, Crispiano, Statte, Martina Franca, Monteiasi e Montemesola

Ecco, per concludere, i valori nutrizionali medi per 100 Grammi di prodotto:
•    Energia 899 Kcal.
•    Lipidi 99,9 gr.
•    Ferro 0,2 mg.
•    Tiamina 0,09 mg.
•    Riboflavina 0,04 mg.
•    Niacina 0,3 mg.
•    Vitamina A retinolo eq. 36 µg.
•    Vitamina E 22,4 mg.

Olio extravergine della Puglia

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In questo sito raccoglieremo tutte le informazioni riguradanti l’olio in Puglia, dalla raccolta alla spremitura delle Olive.

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