Funghi Ulivo – Verticillum

Gli ulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni, andrebbero sempre difesi e protetti. Ma un’elevata carenza d’acqua come spesso accade durente le estati pugliesi, provoca caduta dei frutti e ne diminuisce il contenuto d’olio: le olive sono più esposte ai danni, alle malattie e ai parassiti, con la compromissione del raccolto. Numerosi parassiti possono provocare il disseccamento di piante di olivo anche giovani, o di interi individui adulti.

Una infinita varietà di patogeni può infestare gli olivi: la mosca dell’olivo (Bactrocera Oleæ) diffusa in tutta l’area del Mediterraneo; la Tignola dell’olivo (Prays oleae) che presenta tre generazioni annuali (larva, crisalide e farfalla adulta) che attaccano rispettivamente le foglie, i fiori e i frutti; Margaronia o tignola verde (Palpita unionalis Hübner), una farfalla di colore chiaro il cui bruco, si nutre di germogli teneri di ulivo.
Ma tra le malattie più temute, vi è la verticilliosi (o tracheoverticillosi) dell’olivo, il cui responsabile è un fungo patogeno detto Verticillium dhaliae: le piante colpite perdono foglie e frutti e muoiono, anche se a volte tendono a reagire mediante l’emissione di nuovi polloni nella parte inferiore del tronco.

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Recenti indagini hanno dimostrato che questa patologia è in espansione nel bacino del Mediterraneo, per tre motivi.
Il primo motivo è rappresentato dalle modalità con cui la malattia si trasmette: le radici infette di un olivo che rimangano nel terreno dopo l’asportazione delle piante morte, costituiscono un focolaio di infezione poiché il fungo può conservarsi nel terreno anche per 10 anni.
Il secondo motivo è che gli organi di propagazione si possono conservare per molto tempo (anche 10-15 anni) in terreni che hanno ospitato precedentemente piante erbacee orticole infette.


Il terzo ma non meno grave motivo, è che la penetrazione del fungo all’interno delle piante di olivo non è difficilissima: avviene in genere attraverso le radici, a partire da lesioni causate da insetti, o attrezzi meccanici. Si può dire che più rara, ma sempre possibile, è la penetrazione attraverso rami tagliati con le operazioni di potatura.

La sintomatologia in seguito all’attacco della tracheoverticilliosi si manifesta sulla parte aerea della pianta, cioè a partire dalle foglie, in modi diversi.
Vi può essere un decorso veloce e allora le foglie appassiscono leggermente per poi disseccare e piegarsi a doccia nell’arco di pochi giorni assieme ai rami dove a volte restano attaccate.
Oppure vi può essere un decorso molto più lento, in cui le foglie ingialliscono, disseccano progressivamente, infine cadono.

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