Pidocchio nero dell’ulivo- Tisanotteri

Le principali avversità per l’olivo causate dal clima e dalle carenze nutrizionali, sono ben note: man mano che la temperatura (estiva o invernale) si allontana dall’optimum la crescita dell’olivo ne risente; analogamente, carenze nutrizionali portano ad un raccolto scarso e a prodotti di bassa qualità. Anche eccessiva umidità, ristagno idrico, vento, grandine, ma anche fumi tossici industriali possono danneggiare il raccolto.


Per quanto riguarda le avversità biologiche i più diffusi fitofagi e agenti patogeni tra i funghi sono: l’occhio di pavone dell’olivo e la carie del legno; provocata dai batteri è la rogna dell’olivo; provocate da insetti fitofagi sono varie patologie tra cui quelle portate dal pidocchio nero dell’olivo.
Le cause delle malattie che possono alterare la normale fisiologia dell’olivo dunque, sono molto numerose.

Gli olivi ospitano un gran numero di insetti utili e un numero ridotto d’insetti dannosi. Il pidocchio nero dell’olivo, detto anche liotripe (liothripis oleae), appartiene all’ordine dei Tisanotteri, ed è uno degli insetti dannosi che determina una malattia parassitaria, dove per malattie parassitarie si intendono quelle dipendenti dall’azione di organismi capaci di vivere come parassiti a spese delle piante, sottraendo loro nutrimento od alterandone le funzioni.

Il pidocchio dell’ulivo è di color nero lucente da adulto, mentre le larve sono di color verde chiaro; nel periodo primaverile ed estivo, le larve e gli adulti pungono e succhiano la linfa dalle gemme, dalle foglie, dai fiori e dai giovani frutticini.
Questa azione, provoca la deformazione delle foglie, caduta dei fiori e gibbosità dei frutticinie in poco tempo si avrà la perdita totale del raccolto per il deperimento delle piante.

Se si notano delle anomalie nella crescita delle piante di olive, occorre verificare visivamente nell’oliveto la presenza di infestazioni prodotte da questo fitofago, nel periodo primaverile. Gli adulti si nascondono nelle anfrattuosità e nelle screpolature della corteccia della pianta, e qui depongono le uova, soprattutto se la pianta è già sottoposta ad attacchi di funghi, coleotteri o batteri. Un tempo si usava il metodo della battitura dei rami, per raccogliere le olive (metodo noto col nome di “abbacchiatura”), che provocava lesioni sui rami: anche queste potevano essere ricettacoli per questi insetti.

Un buon fitopatologo prenderà in considerazione la patologia ma anche le motivazioni che hanno potuto generare il disequilibrio che ha generato la malattia.


Per far fronte ad un’emergenza causata dal pidocchio nero, si usano trattamenti chimici specifici con olio di paraffina e composti a base di zolfo. Per una lotta meno aggressiva a questi patogeni, anche in nome del rispetto dell’agricoltura e della coltivazione, si possono usare le lotte biologiche che si avvalgono di artropodi i quali si cibano di questi insetti.

Un pensiero su “Pidocchio nero dell’ulivo- Tisanotteri

  1. Giovanni

    Ho trapiantato in giardino da me, Milano, un ulivo di circa 4 anni, poco dopo gli sono cadute le foglie e non è cresciuto minimamente. Attualmente è come se stesse in coma non cresce minimamente ma non è morto. Mi è stato consigliato un bagno con della calce idrata, ma vorrei sapere di cosa si tratta. Cordialmente Gianni

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